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Il progetto del Campiello nasce da una giornata di studi organizzata all’università di Toulouse – Jean Jaurès il 13 maggio 2014 e intitolata Moyen-Âge finissant ou première modernité ? Contrôles et pouvoirs dans les espaces méridionaux, XV-XVIe siècles, frutto di una collaborazione fra dottorandi del dipartimento di Storia e della sezione d’Italianistica di quell’università. Di questa giornata non furono pubblicati gli atti, ma alcuni dei dottorandi coinvolti decisero di proseguire questo lavoro in comune rivelatosi ricco e stimolante. La scelta fu di ridurre l’area geografica sottoposta a inchiesta a Venezia e al suo Stato – poi alla sua regione – allargando nello stesso tempo i periodi presi in considerazione, che idealmente dovranno spaziare dall’Antichità alla più incalzante contemporaneità. Il nostro progetto è stato incoraggiato dai numerosi incontri con giovani ricercatori svoltisi durante le nostre ricerche a Venezia, dall’Archivio di Stato alla Marciana, dalle biblioteche universitarie alla Querini e alla Cini. Se non mancano, infatti, riviste specializzate nella Storia o nella letteratura veneziana o veneta, nessuna è specificamente concepita per accogliere il lavoro di dottorandi, giovani dottori di ricerca o anche studenti di magistrale che stanno forbendo le proprie armi all’ombra della Serenissima. Questo Campiello per giovani ricercatori, che si stende a qualche passo dal più largo campo della ricerca istituzionale, intende quindi prima di tutto essere un luogo di scambi e di sperimentazione per andare oltre le nostre frequenti discussioni informali e contribuire insieme allo sviluppo degli studi veneziani di domani.

Le tre sezioni che ritmano il Campiello – letteraria, storica, storico-letteraria – s’iscrivono in una pratica di scambio e di dialogo, aprendosi su una prospettiva pluridisciplinare. Questa scelta nasce da una riflessione di natura metodologica che affonda le radici nei recenti lavori di Judith Lyon-Caen, Dinah Ribard, Antoine Lilti e Ivan Jablonka, per citare qualche esempio. Dimostrando l’importanza del testo letterario e della sua iscrizione nel mondo sociale e politico, questi studi hanno insistito sulla fluidità dei confini tra queste discipline, eppure conservandone la loro specificità. Peraltro gli studi letterari si nutrono da sempre del lavoro storico per arricchire la comprensione stessa dei testi. Ecco perché abbiamo scelto di sperimentare questo dialogo tra « discipline vicine », storia e letteratura, preservando comunque la peculiarità di ciascuna di esse in due sezioni distinte. Vi proponiamo qui un panorama dei contributi che abbiamo selezionato per questo primo numero.

 

Sezione Storia

 

Alexandra Laliberté mostra quanto, in epoca moderna, la repubblica di Venezia si situi all’avanguardia della lotta europea contro gli Ottomani nel Mediterraneo. Diventa così un interlocutore di primo piano per le popolazioni che cercano di emanciparsi dalla tutela dell’Impero ottomano, come i greci d’Epiro e di Maina. Tuttavia gli interessi veneziani e greci divergono: la Serenissima desidera prima di tutto la salvaguardia dei propri vantaggi commerciali ed è restia ad affrontare direttamente i Turchi e gli Elleni. La sfiducia reciproca fra Veneziani e Greci  rende difficile avviare qualsiasi collaborazione malgrado i rapporti dei rappresentanti della Repubblica che sottolineano l’interesse di un’alleanza con le popolazioni d’Epiro e di Maina.

Anche Jérémy Fournet dedica un saggio alle possessioni marittime veneziane. La conquista della Creta da parte della repubblica di Venezia dopo la quarta crociata offre a quest’ultima una base strategica nel Mediterraneo orientale e una colonia da sfruttare. L’isola si distingue dagli altri territori dello Stato da Mar da un processo di colonizzazione attuato dalla Repubblica. Ma il governo veneziano deve fronteggiare più problemi: gli errori dei propri rappresentati così come le numerose ribellioni della popolazione che rifiusta di sottomettersi alla dominazione veneziana.

 

Sezione Letteratura

 

Sembrava inevitabile che, per il primo numero di una rivista di giovani ricercatori, la sezione Letteratura sia in gran parte dedicata ad uno degli aspetti che più hanno segnato gli ultimi decenni di studi veneziani: lo spazio accordato alle – anzi, conquistato dalle – voci femminili nella repubblica delle Lettere veneziane. Così Valentina Manca, dopo essere tornata sul dibattito attorno alla rispettabilità della poetessa e cortigiana Veronica Franco (1546-1591) nel modo in cui fu affrontato nell’Otto e nel Novecento, analizza il ruolo sociale delle etere rinascimentali e l’ambiguità con la quale era percepito dai loro contemporanei. È questo il quadro in cui la ricercatrice sviluppa il suo studio delle strategie retoriche attuate da Veronica Franco nelle sue Terze Rime, che oscillano fra seduzione e affermazione del proprio carattere. Un percorso poetico che autorizza poi la poetessa a presentarsi pienamente nella sua raccolta epistolare come una letterata, giungendo così a legittimare la rottura del silenzio imposto all’insieme delle donne.

Bisogna aspettare il Settecento, come si sa, per ritrovare a Venezia uno spazio dove si possa esprimere un protagonismo culturale femminile. Claudio Chiancone ricostruisce il percorso di un’esponente dimenticata della vita letteraria del secolo XVIII, Fiorenza Ravagnin (1712-1796). Figlia di una famiglia integrata di recente nel patriziato veneziano, diventa molto giovane la moglie, ma altrettanto presto la vedova, dell’erudito Giambattista Recanati. Erede di una parte dei suoi libri, si trasforma in agente commerciale e si associa ad impresi editoriali di prestigio, fino a diventare una mecenate riconosciuta. Sposa in seconde nozze il collezionista Pietro Vendramin, col quale ha due figli. Quest’alleanza con una delle famiglie più importanti della Repubblica dà un ulteriore slancio al suo avvicinamento agli ambiente illuministi, che raggiunge il suo apice con la sua sottoscrizione al Corriere letterario, antologia di giornali e testi progresisti. Muore nei mesi in cui la Serenissima Repubblica vive i suoi ultimi momenti.

Sottomessa da Napoleone e dal potere austriaco, Venezia sarebbe allora solo quella città morta vituperata dai futuristi all’inizio del Novecento. Juliette Le Gall ci svela però un sorprendente Marinetti (1876-1944), in un articolo che esplora la rappresentazione letteraria dello spazio veneziano nelle opere del fondatore del futurismo e in quelle del poeta simbolista francese Henri de Régnier (1864-1936). Uno spazio diviso, privo di un centro di gravità, nel quale l’irruzione della musicalità mantiene la percezione fra sogno e realtà.

 

 

 

Sezione Mista

 

La figura femminile è anche oggetto del primo dei due articoli della sezione storico-letteraria. Esplorando il dibattito sulla posizione delle donna nel XVII° secolo, partendo dalla celebre Accademia degli Incogniti, Massimiliano Simone si focalizza su dei ritratti di eroine della storia antica realizzati nella Venezia del Seicento. Lungo tutto il suo contributo Simone non cessa di analizzare il ruolo e il valore della donna, con tutte le sue ambiguità, in scrittori e artisti gravitanti attorno agli Incogniti. Alla doppia prospettiva storico-letteraria viene pure integrata una riflessione sulle reciproche influenze tra arti e letteratura.

La letteratura come oggetto della storia emerge nel secondo articolo pubblicato nella sezione mista. Attraverso il poeta bergamasco Guidotto Prestinari, Stefano Pezzè ci conduce nella Milano degli Sforza, estrema ramificazione della Serenissima tra i secoli XV e XVI. Pezzè analizza dodici testi di Prestinari estrapolati dal Canzoniere, la cui natura politica ed encomiastica permette di illuminare il contesto storico dell’epoca delle prime Guerre d’Italia. Il corpus preso in esame analizza effettivamente la condizione di un poeta-suddito della Serenissima in una « posizione geografica di frontiera ».  

 

Infine vengono radunate in una sezione a parte tutte le recensioni che Il Campiello ha avuto il piacere di pubblicare nel 2015, che segnalano otto monografie di grande interesse pubblicate negli ultimi due anni.

Vi auguriamo una buona lettura di questo primo numero, mentre da parte nostra ci accingiamo alla realizzazione del numero 2; invitiamo senz’altro i giovani ricercatori di studi veneziani a parteciparvi.

 

Fabien Coletti (Université Toulouse – Jean Jaurès / Università degli Studi di Padova).

Azzurra Mauro (Université Toulouse – Jean Jaurès / Università degli Studi di Genova).

Sébastien Mazou (Université Toulouse – Jean Jaurès / Università Ca’ Foscari Venezia).