Il giorno dei morti – Napoli e il fascismo

Di: Rachel Bernard, Il giorno dei morti. L’autunno del commissario Ricciardi

            Ammirevole ritrattista di Napoli sotto il fascismo, Maurizio de Giovanni moltiplica i personaggi per affascinarci con la sua capacità di catturare un’atmosfera nelle sue sfumature e nel suo peso sociale. La personalità della piccola vittima, intorno al quale gira la trama del romanzo, prende forma tra le pagine. Chiunque avrebbe potuto essere responsabile della morte del bambino. Le ipotesi si susseguono. In breve, si tratta di un romanzo che riunisce tutti i criteri di un poliziesco.

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L’amore come freno, come frutto proibito, come stimolo.

Céline Rivals – Il posto di ognuno. L’estate del commissario Ricciardi.

Presenterò un libro di Maurizio de Giovanni che si chiama Il posto di ognuno. L’estate del commissario Ricciardi. Prima di tutto, dobbiamo dire qualche parola sull’autore. Maurizio de Giovanni è nato il 31 marzo 1958 a Napoli. La sua opera è composta per la maggior parte di romanzi gialli. Nel 2005, partecipa a un concorso letterario con il racconto « I vivi e i morti ». Questo racconto gli fa vincere il concorso e servirà di base per la scrittura del suo primo libro che si chiamerà Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi nel 2007. Questo libro sarà l’inizio del ciclo delle stagioni. Il posto di ognuno. L’estate del commissario Ricciardi è il terzo romanzo di questo ciclo ed è stato pubblicato nel 2009. Il romanzo prende vita a Napoli nell’agosto 1931. Racconta la storia del commissario Ricciardi che è chiamato ad intervenire a causa della morte della duchessa Adriana Musso di Camparino, la seconda moglie del duca. La duchessa è una donna che piaceva agli uomini e alla quale piaceva piacere.

Possiamo chiederci come il tema dell’amore sia descritto in questo libro.

In primo luogo, vedremo che la timidezza provoca un freno all’amore. Poi, osserveremo che l’amore può essere proibito dalla morale comune. Infine, scopriremo che l’amore provoca delle azioni estreme.

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Il Saltozoppo di Gioacchino Criaco, una recensione

 Autrice: Rébecca Desplanque

Per l’occasione dell’undicesima edizione del festival Toulouse Polar du Sud che ha avuto luogo a Tolosa fra il 11 e 13 ottobre 2019, è stato invitato lo scrittore italiano Gioacchino Criaco, in lizza per il premio Violeta Negra Occitanie con il suo romanzo, Il saltopozzo, pubblicato dalla casa editrice Feltrinelli nel 2015 e recentemente tradotto in francese con il titolo La Soie et le Fusil (traduzione di Serge Quadruppani, casa editrice Métaillé, Parigi, 2018).

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Resoconto dell’intervista a Gioacchino Criaco

Autori: Carla Simonetti, Titouan El-Ghazzi–Kuhn, Johanna Clanchin

La chanson d’Aspremont, copertina

Di maniera generale, Gioacchino Criaco ha parlato molto della sua regione, ha detto anche che lo stile letterario dei Calabresi è influentato da una chanson de geste… 

La prima domanda dell’intervista, era sui suoi riferimenti letteriari. Gioacchino ha risposto che in Calabria c’è una scuola letteriaria antichissima : la « Canzone d’Aspromonte ». È il primo riferimento che tutti in Calabria usano, è il primo poema. Il modo di scrivere è epico e sociale. È un tipo di scritura che tutti i Calabresi usano. È un loro modo di stare nella realtà. Secondo lui, la « Canzone d’Aspromonte » è veramente il riferimento obbligatorio per chi vuole scrivere in Calabria. 

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Recensione di « L’arte di essere fragili »

Di: Luna Laboute

Una volta, in un corso di filosofia, il mio professore ci ha detto di leggere il nuovo libro di Alessandro d’Avenia, chiamato L’arte di essere fragili. Attraverso le relazioni epistolari del poeta Leopardi, l’autore tratta del soggetto delicato dell’adolescenza. Curiosa di scoprire questa figura della letteratura italiana in un modo diverso dalla sua opera, l’ho letto. La prima cosa « seducente » relativa a questo libro è la maniera in cui l’autore tratta l’argomento. Bisogna sapere che Alessandro d’Avenia è oggi un professore in Italia, usa le testimonianze dei suoi studenti come struttura, e inoltre ha una scrittura semplice, leggera, che si vuole delicata ed al stesso tempo poetica. Questi processi creano la particolarità del libro: Alessandro d’Avenia ci parla, a noi, senza essere moralista o senza fare il signor « so tutto io, ascoltami! ».

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Les Ritals s’invitent à Toulouse

Quand? Samedi 12 octobre 2019 à 20h30

Où? À l’auditorium Saint Pierre des Cuisines à Toulouse

Billets: 20€ prix de base, 10€ prix étudiant (contacter Mme Vinciguerra pour en profiter)

La rédaction de Radici (Editalie éditions), revue bilingue de culture italienne, s’occupe d’Italie bien au-delà de la presse écrite.

Affiche du spectacle Les Ritals, une production Editalie

En effet, depuis 2017, ils ont porté sur scène le texte « Les Ritals » de François Cavanna avec les musiques de Grégory Daltin et l’interprétation de l’acteur Bruno Putzulu, en passant même par le célèbre Théâtre du Chêne noir d’Avignon pendant son festival d’été.

Le producteur Rocco Femia commente ainsi le spectacle:

« Un récit drôle et émouvant où Cavanna nous raconte son enfance italienne des bords de
Marne, sa « Ritalie Nogentaise » comme il l’appelait. C’est le bonheur populaire, l’élégance prolétaire, la richesse des humbles dans toute sa splendeur.

Cette production revient, en quelque sorte, sur l’émigration italienne en France, au travers d’une écriture originale comme celle de Cavanna qui prend une résonance particulière à l’heure de la crise de l’immigration dans nos sociétés. Et qui mieux que Bruno Putzulu et Grégory Daltin pour lui donner vie ? Il était logique que ces deux-là se rencontrent autour de l’Italie. »

Pour plus d’info: https://www.radici-press.net/les-ritals/

La novella degli scacchi, di Stefan Zweig

Autrice: Luna Laboute

Il libro di cui voglio parlare oggi è « La novella degli scacchi » di Stefan Zweig. Quest’autore lo ha scritto tra 1938 e 1941 durante il suo esilio in Brasile. È stato pubblicato a titolo postumo nel 1943 da Exilverlag, une casa editrice specializzata negli autori esiliati.
È la storia di un uomo che fatto il viaggio tra New York e Buenos Aires su un transatlantico e che incontra il campione mondiale degli scacchi. Ma, tutta la bellezza di questa opera è che Zweig, il protagonista, ha un segreto: durante un anno è stato fatto prigioniero dai nazisti. L’unica cosa che lo ha fatto resistere agli interrogatori e alla tortura è la presenza di un libro di metodo sugli scacchi.
Nel corso di questo viaggio Zweig affronterà il campione mondiale al ritmo dei suoi flashback e farà amicizia con il narratore, che racconterà la sua storia e la sua incarcerazione.
Quello che mi piace di questo libro è, primo, il fatto che sia una storia vera, poi il fatto che Zweig scrive con un punto di vista molto filosofico ed osservatore degli altri. Penso che sia un’ode ai comportamenti umani ed al funzionamento della società incarnata nel gioco di scacchi.
Due anni dopo avere scritto questo libro, Zweig ha messo fine alla sua vita con sua moglie perché era traumatizzato dalla sua incarcerazione. Posso dire che usa una scrittura semplice, senza fronzoli ma con una voce particolare che sembra parlare a tutti e attraverso il mondo e il tempo.
Non ci sono molti dialoghi perché l’autore ha preferito privilegiare la narrazione ma gioca con la punteggiatura per creare delle frasi lunghe.
La scrittura è alternativamente veloce quando il narratore parla della carcerazione e lenta quando parla del viaggio. Usa molte figure retoriche per evitare le ripetizioni.
Per concludere, penso che questo libro sia perfetto per le persone alle quali non piace leggere perché è una piccola opera, molto interessante, scritta da un autore famoso che offre una scrittura delicata ed una storia fuori dal comune.

A proposito dell’autrice:

Buongiorno a tutti !

Mi chiamo Luna e studio l’italiano da quattro anni ! La letteratura è sempre stata una passione per me, anche quando ero una bambina. E oggi volevo condividere una scoperta letteraria con voi. Si tratta del « La novella degli scacchi » di Stefan Zweig, penso che molti di voi hanno gia ascoltato parlare di questo libro perché è il genere di opera che studiamo a scuola.
Mi auguro che questa piccola critica vi piaccia !