 {"id":1921,"date":"2024-08-22T10:42:48","date_gmt":"2024-08-22T08:42:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blogs.univ-tlse2.fr\/it-alien\/?p=1921"},"modified":"2024-12-16T09:08:39","modified_gmt":"2024-12-16T08:08:39","slug":"restare-sul-lato-in-luce-gabriella-zalapi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blogs.univ-tlse2.fr\/it-alien\/2024\/08\/restare-sul-lato-in-luce-gabriella-zalapi\/","title":{"rendered":"Restare sul lato in luce : Gabriella Zalap\u00ec"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"227\" height=\"310\" src=\"https:\/\/blogs.univ-tlse2.fr\/it-alien\/files\/2024\/08\/gabriella-zalapi-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1922\" style=\"width:242px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/blogs.univ-tlse2.fr\/it-alien\/files\/2024\/08\/gabriella-zalapi-1.jpg 227w, https:\/\/blogs.univ-tlse2.fr\/it-alien\/files\/2024\/08\/gabriella-zalapi-1-220x300.jpg 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 227px) 100vw, 227px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La forza dei libri pi\u00f9 belli \u00e8 quella di creare paesaggi propri, che si ricordino dopo la lettura come un viaggio al limite dell&rsquo;onirico, un mondo attraversato. <em>Ilaria<\/em>, di Gabriella Zalap\u00ec, \u00e8 uno di questi libri, e il mondo che ci fa attraversare \u00e8 quello di una bambina di 8 anni che il padre rapisce nella primavera del 1980 per una sorta di lunga peregrinazione italiana, in auto, di albergo in albergo, senza una vera meta, da Torino alla Sicilia&#8230; <br \/> \u00c8 la bambina a parlare, al presente, e non sappiamo quanto durer\u00e0 questo strano viaggio, dove paura e curiosit\u00e0 si mescolano in una strana suspense sommessa. Allontanata dalla madre e dalla sorella maggiore da un \u201cpap\u00e0\u201d che si sta ancora riprendendo dal divorzio, la narratrice descrive con mirabile semplicit\u00e0 l&rsquo;ambivalenza dei sentimenti e la complessit\u00e0 di un uomo stravolto, al volante della sua BMW, che si ferma spesso nelle stazioni di servizio per telefonare all&rsquo;ex moglie o inviarle telegrammi.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>La bellezza del libro non sorprende chi ha letto le opere precedenti di Gabriella Zalap\u00ec, <em>Antonia<\/em> et <em>Willibald<\/em> (2019 e 2022), il cui delicato intarsio familiare \u00e8 per certi versi continuato da Ilaria, che aggiunge un nuovo nome di battesimo alla serie. Ritroviamo, un po&rsquo; spaesati, personaggi gi\u00e0 conosciuti (la madre, Antonia, e la sorella, Ana) e, fin dalla prima pagina, notiamo che la narratrice \u00e8 nata nello stesso anno della scrittrice, il 1972, e che i loro ricordi potrebbero essere comuni&#8230; Risulta quindi difficile fare a meno di chiedere a Gabriella Zalap\u00ec se lei \u00e8 Ilaria. \u00abS\u00ec\u00bb, risponde subito, \u00abQuesta storia mi \u00e8 successa quando avevo 8 anni: ho passato quasi due anni cos\u00ec, in viaggio con mio padre. Sono vicende reali, intrecciate con elementi di fantasia, ma soprattutto ho voluto rimanere sul leggero, perch\u00e9 se avessi raccontato semplicemente la &lsquo;mia verit\u00e0&rsquo;, questo testo sarebbe stato insopportabile\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti, anche se la storia si tinge di un&rsquo;angoscia sorda perch\u00e9 sospettiamo che il padre sia imprevedibile, non \u00e8 uniformemente cupa e pu\u00f2 persino essere scanzonata: Ilaria prova sentimenti contraddittori, \u00e8 una bambina intraprendente che si diverte nelle situazioni, ama disegnare, gioca a \u201cimpiccare il maiale\u201d e sogna il suo idolo, Nadia Comaneci&#8230; Tuttavia, di fronte al padre irascibile, che beve sempre di pi\u00f9 e la mette addirittura in un collegio romano per qualche settimana, la bambina vive un&rsquo;esperienza terribile, che fa pensare a come l&rsquo;adulto di oggi possa averla rivissuta, scrivendone.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>La scrittura non \u00e8 stata facile\u00bb, ammette l&rsquo;autrice: \u00abAll&rsquo;inizio ho scritto tutto in terza persona, per mantenere una certa distanza, e solo dopo sono riuscita a passare all\u2019\u201dio\u201d, quando Ilaria \u00e8 diventata un&rsquo;altra persona, in un certo senso. \u00c8 un racconto di paura, certo: la paura \u00e8 un filo conduttore, non \u00e8 mai passata, il trauma \u00e8 ancora l\u00ec, e scrivere questo libro non \u00e8 servito a curarlo&#8230; A volte, quello che ho vissuto \u00e8 stato addirittura dell&rsquo;ordine del terrore, e lo sento ancora nel mio corpo: \u00e8 come qualcosa di radioattivo! Tuttavia, non volevo dare tutto lo spazio al negativo, e mi sono prefissato, quando ho iniziato questo testo, di uscire completamente dalla relazione carnefice-vittima. Ho semplicemente seguito il consiglio di Rilke di dedicarsi a cose che solo noi possiamo scrivere, per necessit\u00e0&#8230; Mi sono detto che se c&rsquo;era una storia che solo io potevo raccontare, era questa<\/em>.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che colpisce, in ogni caso, \u00e8 la misura in cui la scrittrice trasmette nelle sue parole, nelle sue inflessioni, persino nei suoi silenzi, l&rsquo;estrema sensibilit\u00e0 che troviamo nei suoi libri. Potrebbe essere qualcosa come una traccia dell&rsquo;infanzia? \u00ab<em>L&rsquo;infanzia \u00e8 molto importante nei miei libri: c&rsquo;erano bambini anche in Antonia e in Willibald, dove ricorre il tema essenziale della disobbedienza, per esempio attraverso il quadro che rappresenta il sacrificio di Abramo, che \u00e8 al centro della storia<\/em>.\u00bb Il sottotitolo di Ilaria \u00e8 <em>La conquista della disobbedienza<\/em>, ma in origine avevo intitolato il libro <em>Il fallimento della disobbedienza.<\/em>.. Diciamo che ho fatto un po&rsquo; di luce, ma non \u00e8 stato facile per questa bambina sfuggire al tipo di reclusione paterna che ha subito. Scoprire l&rsquo;arte \u00e8 stato per lei un modo per resistere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Mi interessava molto quel periodo\u00bb, spiega l&rsquo;autrice, \u00abe mi sembrava che questo paesaggio politico, con tutto il suo potenziale di violenza e irresolutezza ancora oggi, facesse naturalmente eco al rapporto tra Ilaria e suo padre&#8230; Per quanto riguarda la storia delle autostrade italiane, \u00e8 una cosa che ho studiato da vicino, perch\u00e9 volevo offrire al lettore dei luoghi familiari, degli spazi con un forte impatto visivo, di cui potersi facilmente appropriare, anche se la storia che viene raccontata \u00e8 molto singolare.<\/em>\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La forza dei libri pi\u00f9 belli \u00e8 quella di creare paesaggi propri, che si ricordino dopo la lettura come un viaggio al limite dell&rsquo;onirico, un mondo attraversato. 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