«Je t’aime / Moi non plus» : Francia e Italia si parlano in cagnesco

Fine febbraio 2026: la cerimonia di chiusura dei XXV Giochi Olimpici Invernali ha avuto inizio presso l’Arena di Verona. Come di tradizione, l’evento ha incluso la sfilata degli atleti, lo spegnimento della fiamma olimpica e la consegna della bandiera olimpica agli organizzatori dei Giochi Olimpici Invernali del 2030 in Francia. Dopo le solite corse i soliti salti e altre olimpiche esultazioni dei corpi, la festa d’epilogo con le luci e le immagini destinate a rimanere sulle retine delle spettatrici e degli spettatori, presenti o lontani, per grazia delle tecnologie telematiche: tutte e tutti tesi al divertimento dopo aver contemplato dal fondo del divano le fatiche sportive. «Italia: 30 e lode», sfoggia come titolo Il Messaggero, che con altri giornali celebra un evento perfettamente riuscito per l’Italia, sia dal punto di vista sportivo che organizzativo.

Tuttavia, questi Giochi che avrebbero dovuto sottolineare un legame forte, una linea di « fratellanza » al cuore dell’Europa, hanno anche visto, in un retroscena politico alquanto solforico, la discordia tra due « governanti »… Un vertice franco-italiano, che si sarebbe dovuto tenere a inizio aprile sarà rinviato a metà giugno, ma soprattutto c’è stato quel battibecco tra la Premier italiana e il Presidente francese a proposito di ingérences dichiarative tra l’uno e l’altra, interferenze relative agli avvenimenti avvenuti a Lione il 14 febbraio.

Si ricorda che un ventitreenne, esponente di estrema destra, era morto il 14 febbraio dopo essere stato picchiato brutalmente da attivisti di estrema sinistra. Era seguita una manifestazione in suo ricordo, tra saluti nazisti e striscioni di addio. Dopo che la premier abbia espresso il suo cordoglio per il fatto e deplorato «un clima di odio ideologico che attraversa diverse nazioni» che secondo lei «è una ferita per l’intera Europa», il presidente francese ha dichiarato che «ognuno resti a casa sua e le pecore saranno ben custodite». E, botta e risposta, Palazzo Chigi ha ribadito che «condannare episodi come quello di Lione serve anche a questo, a far sì che non si ritorni ad un brutto passato anche in Italia».

In seguito però i due paesi sono passati ad altri problemi (ma sempre politici), l’Italia con il referendum sulla giustizia, la Francia con le elezioni municipali. Sempre guardandosi in cagnesco da una parte e dall’altra delle Alpi… che accoglieranno i prossimi giochi olimpici questa volta in Francia…