La donna più grassa del mondo (podcast théâtre universitaire)

La pièce italienne qui a proposée en 2022 du festival UniverScènes (université Jean Jaurès) est disponible en format podcast…
Ce podcast est ouvert pour une durée de 3 mois (décembre 2022-février 2023) sur le webmédia «MIROIR» de l’université.

Une grosse fissure menace la sécurité de l’immeuble où vivent les protagonistes de cette histoire. Un seul semble s’en rendre compte : c’est « L’Homme de l’étage au-dessous », qui depuis des mois tente en vain de convaincre ses voisins d’entamer des travaux de rénovation.

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Teatro S’Arza : 26 octobre, 18 et 19 novembre


Du carnaval au théâtre: mettre en scène le masque
(projections, conférence et spectacle)

26 octobre : salle LA204 (bâtiment des Langues)
19 et 19 novembre 2022 : Centre de Ressources des Langues, Tiers Lieu (bâtiment Olympe de Gouges) et La Fabrique.

l Teatro S’Arza nasce nel 1978 e svolge un’attività connessa con la conoscenza dei linguaggi corporei e delle possibilità comunicative della voce. Gestisce uno spazio che porta avanti un lavoro di ricerca teatrale e di laboratorio, organizzando, in oltre 30 anni di attività, rassegne, seminari, festival con artisti internazionali. Dal 1986 sviluppa una ricerca fra teatro contemporaneo e linguaggi popolari tradizionali che lo porta a produrre nel 1990 il libro Alle Radici del Teatro al quale segue Il Carnevale in Barbagia (documentari antropologici sui principali carnevali del centro Sardegna). Produce lo spettacolo La casa dei contadini nel 1991 e nel 1993 promuove l’E.A.S.T. (European Association Student of Theatre) in Sardegna; costituisce poi a Sassari la struttura nazionale T.A.U. (Teatri Associati Universitari). Le ultime produzioni della ricerca teatrale della compagnia sono Tzia Birora, presentato in diversi festival internazionali, e La nave dei folli, una rielaborazione dell’omonimo quadro di Hieronymus Bosch sui problemi dell’immigrazione contemporanea.

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Un été culturel avec l’Italie

Voici quelques émissions qui pourraient vous intéresser.

  • Dimanche 24 juillet à 17:30 sur Arte (ou sur leur site), un documentaire sur la mort de l’anarchiste Giuseppe Pinelli (en 1969, l’enquête sur l’attentat meurtrier de Piazza Fontana est entachée par la mort de l’anarchiste Giuseppe Pinelli lors d’un interrogatoire illégal.)

https://www.arte.tv/fr/videos/104871-005-A/d-apres-une-histoire-vraie/?fbclid=IwAR09MMnJreF7Q5_FXvwvbb276We8DevcyTArCMRdqFpvJFDvGA89TH7bdto

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Podcast teatro !

Il podcast della versione radiofonica francese di Le conseguenze del surriscaldamento globale di Giulia Lombezzi, presentato al festival universitario UniverScènes 2022 dalla compagnia «I Chiassosi» è ora disponibile sul webmedia della nostra università, “Miroir” : 

E presto avverrà la pubblicazione del testo nella collana Nouvelles.scènes – italien delle Presses Universitaires du Midi.

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Valerio Evangelisti : un grande della fantasy italiana

Il 18 aprile 2022 scompariva Valerio Evangelisti… Adesso direte pure : «queste notizie del vostro blog finiscono col diventare un elenco di defunti !»)… Ma no : si tratta solo, con intenzione « culturale » (parola grossa, ma sui media e in società se ne sentono così tante e tante…) di ricordare l’importanza di alcune figure del mondo letterario (o altre arti) italiano.

Valerio Evangelisti era nato il 16 ottobre 1952 a Bologna. Si era laureato in scienze politiche all’Università di Bologna, dove si specializzò in storia moderna e contemporanea. E ha pubblicato vari saggi storici prima di dedicarsi alla letteratura fantasy.
Con la sua scrittura efficace, i suoi dialoghi mordaci e il suo ritmo frenetico, l’autore ha rivitalizzato la fantasy in un curioso mix di storia, horror e fantascienza. Il suo primo romanzo, Eymerich l’inquisitore, aveva vinto il premio Urania in Italia. Seguirono altri nove romanzi del ciclo di Eymerich che gli valsero in Francia il «Grand Prix de l’Imaginaire» nel 1998 e il «Prix Tour Eiffel de Science-Fiction» nel 1999.
La serie Nicolas Eymerich, che ebbe un successo colossale in Italia e fece di Evangelisti un gigante della fantascienza, comprende dieci volumi, tutti pubblicati in Francia dalla casa editrice «La Volte» dal 2011 al 2014 (l’editrice «Rivages» pubblicò i primi sei negli anni ’90, «Pocket» li riprese e poi li abbandonò, «Delcourt» ne adattò due).

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Théâtre à l’université en italien / Teatro universitario in italiano

Le théâtre en italien : les 10 et 11 mars 2022 sur le campus, puis le 20 avril à 20h à la MAC de Chapou

Focus Group de Marco Di Stefano, et Le conseguenze del surriscaldamento globale / Les conséquences du réchauffement climatique de Giulia Lombezzi

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ZERO CALCARE : festival del fumetto a Colomiers

Zero Calcare al festival del fumetto di Colomiers, i 19-20 e 21 novembre!

La rencontre au festival de Colomiers
En Italie, Zerocalcare a vu se vendre des milliers d’exemplaires de ses BD, dont Kobane Calling ou La prophétie du tatou (celui-ci vient d’être adaptée au cinéma), et il a gagné une notoriété qu’il a du mal à accepter. D’abord remarqué dans les milieux des fanzines et de la petite édition grâce aux bandes dessinées, aux affiches de concert et aux pochettes de disque qu’il concevait pour des groupes punk, Zerocalcare s’est fait connaître du grand public grâce à son blog.

Instagram de l’auteur

Le site du festival de BD de Colomiers 2021

Le blog de Zerocalcare

Zerocalcare su Netflix (serie di interviste-conversazioni sul sito dell’ENS Lyon La Clé des langues)

Roberto Rossellini e la Cinémathèque di Tolosa

Roberto Rossellini, un regista rinascimentale

Cinémathèque 10 ottobre – 12 novembre 2021

Troppo a lungo invisibile a causa di stampe in condizioni troppo cattive per poter organizzare una retrospettiva, abbiamo finito per sentire seriamente la mancanza di Roberto Rossellini. È un piacere rivederlo perché è un marcatore indelebile nella storia del cinema e una fonte di ispirazione : la fonte di una certa idea di cinema. Il che ci ricorda che attraverso un film si può esprimere una vera consapevolezza del mondo e del modo di rappresentarlo.
In questo senso, Roberto Rossellini è il Masaccio del cinema, il pittore rinascimentale che applicò le leggi della prospettiva alla pittura (vedi La Santissima Trinità, la Vergine, San Giovanni e i Donatori, 1425-1428) e la rivoluzionò. E. H. Gombrich ha scritto a proposito di Masaccio e di questa trinità: « Non si trattava solo dei dispositivi tecnici della pittura prospettica […], era come se il pittore avesse bucato il muro, rivelando una nuova cappella costruita in stile moderno […]. Ma i contemporanei furono probabilmente ancora più colpiti dalla semplicità e dalla grandezza delle figure per le quali questa architettura serviva da cornice. Forme solide e squadrate sostituirono le curve morbide e facili; niente più dettagli piacevoli, fiori o oggetti preziosi, solo un’architettura maestosa e austera. E se Masaccio rinunciava alle seduzioni a cui il pubblico era allora abituato, guadagnava in sincerità ed emozione […] ». Sembra quasi di poter toccare i personaggi e questa sensazione li rende più vicini e comprensibili. Per i grandi maestri del Rinascimento, le nuove scoperte e le conquiste tecniche non erano mai fini a se stesse.

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Paolo Cognetti : ses trois montagnes et ses écrivains

La montagne évoque immédiatement un sentiment de défi et d’aventure : l’écrivain Paolo Cognetti le sait bien, qui dans son livre de la collection « Lezioni d’Autore » (Feltrinelli Education) intitulé Breve corso di letteratura : il racconto inedito di tre montagne vicine, raconte quelques-unes des montagnes de sa vie à travers les mots de grands maîtres de la littérature (Natalia Ginzburg, Primo Levi, Mario Rigoni Stern, Antonia Pozzi, parmi d’autres).

Ce récit de souvenirs et de découvertes évoque surtout la puissance des montagnes, un thème qui domine la vie de tous les grands auteurs cités, façonnant leur caractère et marquant leur destin. Paolo Cognetti soutient que chacun de nous a une montagne : celle de son enfance, qui renferme son histoire. Pour l’auteur, cette montagne est le Monte Rosa, la montagne des étés de son enfance, où il a appris à la connaître, devenant le lieu où il se sent bien et où il a maintenant choisi de revenir vivre.

Le Monte Rosa

Il explique que « le Monte Rosa n’a pas toujours été appelé ainsi, Léonard de Vinci l’appelait Momboso, probablement une contraction de Monte Boscoso, et que sur les cartes anciennes, il apparaît également sous le nom de Mons Silvius, couvert de forêts. Le rose est un mot qui en ancien franco-provençal a un rapport avec la glace : il ne s’agit donc pas de la couleur de la montagne au coucher du soleil mais d’une montagne couverte de glace. C’est ainsi qu’on peut le voir de la plaine, y compris depuis Milan. J’ai longtemps vécu à Bovisa et ce que j’aimais dans ce quartier, c’est que de certains endroits on peut voir le Mont Rose : je pouvais ainsi soigner ma nostalgie en allant au Ponte della Ghisolfa ».

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Roberto Calasso, un colosso della letteratura italiana e europea

Lo scrittore ed editore è morto a Milano all’età di 80 anni (1941-2021).
Fu l’autore di saggi come L’impuro folle (1974), Le nozze di Cadmo e Armonia (1988), I quarantanove gradini (1991), La Folie Baudelaire (2008), Il cacciatore celeste (2016) e L’innominabile attuale (2017), e fu l’araldo della distruzione delle torri del World Trade Center.
Riuscì a combinare le attività di romanziere, critico ed editore come forse nessun altro aveva fatto in un’Italia pur ricca di maestri dell’editoria.
Tra i romanzi, spiccano particolarmente La rovina di Kasch (1983), Ka (1996) e l’ultimo L’ardore (2010), tradotti in francese da Jean-Paul Manganaro (peraltro traduttore di quasi tutti i libri dell’autore).


Nel 1962 entra nella casa editrice milanese Adelphi, che dirige con vari titoli per mezzo secolo a partire dal 1971. Fu Roberto Bazlen (1902-1965) a mandarlo lì, e Calasso vi pubblicò i suoi scritti dopo la morte di Bazlen (anche Balzen è stato sia un critico singolare che una figura letteraria, l’eroe del romanzo di Daniele del Giudice del 1983, Lo stadio di Wimbledon). Una notevole erudizione aveva legato i due uomini, sia in materia di romanzi che per la saggistica.

Incontro con l’autore e editore su France Culture (2013)

Presentazione dell’opera di Roberto Calasso

Roberto Calasso: memoria, editoria, scrittura (su YT)