Settimana della cucina italiana nel mondo

Dal 22 al 28 novembre 2021

La tradizione e le prospettive della cucina italiana, ovvero la consapevolezza e la valorizzazione della sostenibilità alimentare :
saranno questi i temi della VI edizione della rassegna mondiale promossa dal MAECI che si terrà dal 22 al 28 novembre e di cui l‘Accademia è partecipe fin dalla prima edizione.

L’iniziativa riguarderà :

  • la « Dieta Mediterranea » come modello e stile alimentare equilibrato che contrasta lo spreco di cibo,
  • l’importanza della connessione tra cibo e sostenibilità e quella tra biodiversità e diversità alimentare,
  • la lotta contro i sistemi di etichettatura,
  • la tutela dei prodotti a denominazione protetta e controllata,
  • il contrasto al fenomeno dell’Italian Sounding*,
  • le tradizioni enogastronomiche e vitivinicole delle regioni,
  • l’offerta formativa in collaborazione con le scuole alberghiere e le scuole di cucina.
    Le Delegazioni dell’Accademia della Cucina italiana si impegnano ad esplorare questi argomenti con eventi in presenza e online.

* Si definisce « Italian sounding » il fenomeno consistente nell’uso di parole e di immagini, combinazioni cromatiche (il tricolore), riferimenti geografici o marchi evocativi dell’Italia per promuovere e commercializzare prodotti – soprattutto ma non esclusivamente agroalimentari – che in realtà non sono « made in Italy ».

L’Accademia Italiana Chef è uno degli enti che forma degli chef e cerca di profondere energie e mezzi nella diffusione della tradizione italiana in cucina mediante corsi professionali e una scuola di cucina di qualità. Uno dei suoi obiettivi è quello di formare dei professionisti che siano perfettamente in grado di cucinare il cibo italiano e che, soprattutto, siano in grado di valorizzare la cucina italiana intesa non solo come un insieme di ricette da rispettare, ma come un vero e proprio volano di crescita per l’economia nazionale.

Il notiziario in originale

Il pasticcio di maccheroni alla ferrarese

(E questa volta non si è a Roma con l’Albertone e il suo famoso « Maccheroni, m’avete sfidato! ») : il pasticcio di Ferrara è infatti una tipica ricetta della città dell’Emilia-Romagna.

Si prepara riempendo la pasta sfoglia (o frolla) con un pasticcio di sedanini o mezze penne insieme a del ragù di carne bianco, più besciamella. Di solito lo si trova nella versione dolce, ovvero con pasta frolla e a forma di panetto tondo. Molto apprezzato in queste terre che ancora oggi conserva la sua ricetta originale di un tempo.
La parola “pasticcio” deriva dal latino “pasticium”, una preparazione già presente nel De coquinaria di Apicio ed è il nome tradizionale che ancor oggi si dà a preparazioni fatte con ingredienti vari, di solito chiusi in un involucro di pasta e poi cotti al forno.
Nel XII secolo le “torte” fecero la loro comparsa nel menù settimanale degli eremiti di Camaldoli, e vennero battezzate ironicamente “creazioni golose”. Ma è nei secoli XIV e XV, che il pasticcio compare in molte delle sue varietà, a base di carni, selvaggina, pesci, crostacei, frutta.
Per la sua complessità di esecuzione, è sempre stato considerato una vivanda di prestigio, che spesso figurava nei pranzi di alto livello.

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Il caffé leccese

Il caffè leccese (detto anche « caffè in ghiaccio ») è una specialità della regione del Salento (capoluogo : Lecce). Si compone di caffè, ghiaccio e latte di mandorla ed è una bevanda ideale per iniziare la giornata o per il pomeriggio. Ideale per l’estate quando fa caldo (che appunto comincia).
Quando non tutti avevano il ghiaccio a casa (cioè il frigo, si parla di anni addietro !), a Lecce  si andava in un bar dove si faceva un caffè nel quale si mettevano dei frammenti di ghiaccio che rinfrescavano immediatamente la bevanda senza togliere nulla all’aroma del caffè.
Il vero caffè salentino può essere fatto con cubetti di ghiaccio oppure « soffiato » (ovvero montato con il vapore).
Il latte di mandorla è dolce e sostituisce lo zucchero e procura una bevanda molto apprezzabile e gustosa. Si può utilizzare il caffè della moka o quello espresso a seconda dei gusti.


La preparazione del caffé leccese (moooolto semplice !) :

  • 1 tazza di caffè (moka o espresso)
  • 3 cubetti di ghiaccio
  • 40 ml di latte di mandorle
    Preparare il caffè (con la moka o la macchina espresso)
    Mettere il latte di mandorla (dev’essere fresco di frigo) nel bicchiere ed aggiungerci i cubetti di ghiaccio.
    Versare lentamente il caffè sul latte e ghiaccio
    Mescolare con un cucchiaino e servire subito.

La cattedrale di Otranto

Tu vuo’ fa’ la carbonara

Il 6 aprile è la giornata in cui si celebra il « Carbonara Day » (« giorno della carbonara », casommai): si dice che l’anno scorso circa 500 milioni di persone abbiano partecipato sulle reti sociali con le loro ricette.
La carbonara è uno dei piatti più amati della cucina romana: nasce nell’immediato secondo dopoguerra, ed è subito piaciuto nella città e nel territorio dove nacque. Si trova il metodo per prepararlo nei ricettari un poco prima del 1952, e all’inizio è una ricetta molto diversa da quella oggi in vigore (ma anche oggi non tutti sono d’accordo sul fare).

Quale tipo di pasta è più adatto per la carbonara? Il grande classico sono gli spaghetti, sui quali le uova scivolano bene e il pecorino si aggruma. Però anche i rigatoni possono essere usati.

La ricetta più tradizionale, oggi
Per 4 persone. Gli ingredienti: 150 grammi di ganascia di maiale (da rosolare nell’olio), 400 grammi di spaghetti, quattro uova sbattute con parmigiano, sale, un po’ di pepe. Si versa in una padella dove c’è a sciogliere del burro. Scolare gli spaghetti, poi amalgamare con qualche cucchiaiata di panna liquida, cremosa.

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I cantuccini di Prato

Di: Rebecca Desplanque, Adèle Gilbert e Agathe Mattioni

I cantuccini sono dei biscotti provenienti da Prato, città toscana vicino a Firenze.

La prima ricetta di questi dolci data del Settecento, ne esiste una traccia scritta da un erudito pratese dell’epoca. Era un po’ diversa della ricetta attuale, che fu creata al Ottocento da un pasticciere pratese, Antonio Mattei, che aprì la bottega di Mattonella di Prato.

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Qui a donc inventé les pâtes ? Rappels historiques et curiosités

Écrit le 18 mai 2018 par renatomarino dans Food made in Italy, Pasta

Traduction de: Ilénia Agloboe

« Les pâtes », c’est vite dit. Aliment typique de la cuisine italienne, les pâtes dans leurs différents formats, se prêtent au jeu de l’assaisonnement de mille façons différentes, des recettes les plus simples et les plus élaborées aux mets de fins gourmets. Où et quand sont donc nées les pâtes, c’est-à-dire qu’elle est l’histoire des pâtes ?

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