Complottismi, plot e metaplot

Complottismo: « Tendenza a vedere complotti dappertutto, anche senza fondamento, che spesso si manifesta come fissazione e mania » (definizione secondo il sito de La Repubblica – NB : c’è un altro significato : « Tendenza a progettare complotti e cospirazioni ») La parola è in voga.
plot « (s. ingl. – pl. plots, usato in ital. al masch.) Anglicismo adoperato talvolta nel linguaggio della critica letteraria o cinematografica per indicare la trama, l’intreccio di un romanzo, di un racconto, di un film, ossia l’elaborazione, da parte dell’autore, del materiale narrativo. » (Enciclopedia Treccani)
Metaplot: è la trama generale che lega insieme gli eventi nella continuità ufficiale di un gioco di ruolo. (Wikipedia)

Oggi più che mai, e in realtà da tempo (l’11 settembre 2001 è già lontano vent’anni), delle voci enunciano (e altre denunciano) dei complotti orditi in ambienti vari. I detti ambienti sono in generale specialmente « politici » o « economici » (con gruppi d’influenza più o meno importanti e spesso opachi per la gente comune).
Che udito dare a queste voci ? Dopo tutto, l’ambiente della « politica » e di sua sorella l’economia non è un terreno molto… sano. Come si sente dire a volte da alcuni (e spesso chi si esprime si becca allora qualificativi spreggianti), questi terreni (politica, economia) sono purtroppo torbidi. Tali ambienti sono infatti luoghi di potere, e qualsiasi sia il potere, è potenzialmente problematico, per non dire altro. Infatti, basta leggere alcuni libri per constatarlo e rifletterci: 1984 dell’irlandese George Orwell; Мы (Noi) del russo Evgenij Ivanovič Zamjatin; oppure, per l’Italia, Petrolio di Pier Paolo Pasolini (fra i titoli possibili e istruttivi). Tali finzioni sono delle denunce chiare dei lati mefitici del potere, il quale può certo essere anche « bene intenzionato » all’origine, ma la Storia insegna che le buone intenzioni dei potenti non durano a lungo.

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DanteDì : che è ?

Nell’autunno 2019, il governo italiano aveva fissato la data per festeggiare il 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri (1321) al 25 marzo 2020. Poi, si sa che per via della famigerata pandemia… tutto si è fermato (non solo le manifestazioni dantesche !)

E ora eccoci alla fine marzo 2021, ma il contesto non è molto cambiato (un poco, sì, ma in sostanza, no). Comunque, in Italia e in vari paesi le iniziative fioriscono per fare onore al poeta e alla sua opera. All’inizio era stato previsto di celebrare la nascita del poeta toscano, ma essa rimane ancora incerta (solo l’anno, 1265, è sicuro) : si sa soltanto che venne battezzato in marzo del 1266 (quindi un anno dopo la nascita). Un’ipotesi fornita da un passo della sua Commedia (o Comedia, secondo la grafia dell’epoca) lo fa nascere tra il 21 maggio e il 21 giugno 1265 : è nel canto XXII del Paradiso (la terza cantica) che Dante accenna a « quand’ io senti’ di prima l’aere tosco » (sono i versi 114-117 del canto), cioè alla sua nascita (in sostanza : « quando respirai per la prima volta l’aria toscana »).

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