Premio Strega : i libri finalisti 2026

Nella “sestina” finalista del Premio Strega 2026, il 3 giugno 2026, sono stati scelti i sei libri candidati al Premio Strega 2026, tra la « dozzina » finalista, e hanno quindi avuto accesso alla seconda seduta di votazione sei libri. Il Comitato, dopo aver selezionato i libri tra i 79 candidati, ha proclamato finalisti della sestina : 

Michele Mari, I convitati di pietra (Einaudi), con 280 voti
Matteo Nucci, Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli), con 242 voti
Bianca Pitzorno, La sonnambula (Bompiani), con 195 voti
Teresa Ciabatti, Donnaregina (Mondadori), con 184 voti
Alcide Pierantozzi, Lo sbilico (Einaudi), con 170 voti
Elena Rui, Vedove di Camus (L’orma), con 163 voti

Gli altri titoli nella dozzina finale, scelti dal Comitato tra 79 candidati, erano :

  • Maria Attanasio, La rosa inversa
  • Ermanno Cavazzoni, Storia di un’amicizia
  • Mauro Covacich, Lina e il sasso
  • Christian Raimo, L’invenzione del colore
  • Nadeesha Uyangoda, Acqua sporca
  • Marco Vichi, Occhi di bambina
     

Come giudicare i libri della sestina finale ? Tutti e sei hanno ovviamente almeno una qualità evidente (ma ne hanno ben altre).
Donnaregina, di Teresa Ciabatti : «L’incontro di due mondi lontanissimi» (un delinquente incallito, una giornalista). «La prosa è fulminea, fa pensare a Joan Didion, segue con rapidità gli eventi, con il metodo della cronista e dell’antropologa dei sentimenti. Racconta tutto ciò che gli altri non possono vedere.» (Roberto Saviano).
La sonnambula, di Bianca Pitzorno : In una città della Sardegna si svolge «l’avventura di Ofelia Rossi, “rinnomata sonnambula”, donna sola e fiera, che nel suo salotto in via del Fiore Rosso si guadagna da vivere offrendo vaticini per il prezzo di 5 lire. Ispirandosi a un ritaglio di giornale di fine Ottocento, Bianca Pitzorno gioca con gli archetipi del romanzo d’avventura e d’amore, intinge la penna nel gotico e nel picaresco per scrivere un romanzo brulicante di vita, onirico, ironico e politico insieme.» (Roberta Mazzanti).
I convitati di pietra, di Michele Mari : «Davvero il destino di ciascuno di noi è già scritto? È questo che pensano gli ex alunni della III A quando, superato l’esame di maturità, siglano il « patto sciagurato » che li vincolerà fino all’ultimo giorno. […] un accordo nato quasi per scherzo si tramuta in una sfida senza esclusione di colpi per rimanere in vita il più possibile. Michele Mari ha scritto un romanzo commosso e giocoso, svelando con perfido divertimento le pulsioni che si nascondono dentro l’amicizia.» (Vittorio Lingiardi).
Vedove di Camus, di Elena Rui : «4 gennaio 1960: la Facel Vega guidata dal celebre editore Michel Gallimard sfreccia lungo una strada della Borgogna e va a schiantarsi contro un platano. Sul sedile del passeggero, Albert Camus, che tre anni prima era stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura, muore sul colpo. […] quattro donne si ritrovano all’improvviso “vedove” dell’uomo che amavano. […] Questo libro si impone per la sua forza prismatica. […] come accade nel prisma di un caleidoscopio» (Lisa Ginzburg). Uno stile che fa pensare a un Emmanuel Carrère al femminile.
Lo sbilico, di Alcide Pierantozzi : «Cosa accade quando la realtà si smaglia, e lascia entrare l’allucinazione? […] Quando l’unico modo che hai per stare al mondo è vivere su un precipizio, nello «sbilico» delle cose? Alcide Pierantozzi si è immerso in quel precipizio, e ne è uscito stringendo tra le mani un libro unico, […] capace di raccontarci per la prima volta in modo crudo e vero, da dentro, un male che è di molti. […] Lo sbilico è il punto di rottura della mente, una linea di faglia, l’estremo ancora nominabile.» (Donatella di Pietrantonio)
Platone, una storia d’amore, di Matteo Nucci : «È un mattino d’estate del 415 a.C. e su un masso che sporge sopra il porto del Pireo sono appollaiati quattro ragazzini. […] Tra loro c’è un dodicenne dallo sguardo febbrile. Accanto a lui, in quel mattino decisivo, l’uomo che ne racconta la storia. […] Un romanzo che per la prima volta ripercorre la vita del più grande filosofo di sempre. […] Matteo Nucci ci regala un romanzo fuori dal tempo, […] con cui riesce a farci superare di nuovo la linea d’ombra della letteratura, rendendo la nostra esperienza di lettori un capitolo di vita epico, erotico, illuminante.» (Giancarlo De Cataldo)

La resa finale, mercoledì 8 luglio, a Roma, ha visto eletto Michele Mari, con I convitati di pietra.