Il « consolo » è un’antica tradizione del Sud Italia, in cui amici e parenti offrono cibo alla famiglia del defunto durante i primi giorni di lutto, di solito quando la famiglia si astiene dall’accendere il fuoco. Il termine arcaico significa « consolazione » o « conforto », e i suoi sinonimi contestuali includono anche « sollievo » o « rito funebre ». Esistono ancora motivi per consolarsi ? È questo che Daniele De Michele esplora e rappresenta attraverso la sua cucina sul palcoscenico, dove invita le persone nella sua cucina ogni sera per preparare uno dei piatti più popolari d’Italia: la pasta al sugo con le polpette. È un’odissea culinaria che intreccia ricordi familiari, filmati d’archivio e riflessioni politiche..
Martedì 24 marzo è giunta la notizia della scomparsa di uno degli artisti più amati d’Italia, Gino Paoli. A 91 anni, ha segnato un’epoca, non solo con le sue canzoni, ma anche con il suo percorso di vita tormentato.
Gino Paoli al festival di Sanremo l’11 febbraio 2023. Foto D. Venturelli/Getty Images/AFP
Era «una delle figure chiave della scena musicale italiana», secondo Il Messaggero. «Uno dei più grandi esponenti della canzone d’autore nel nostro Paese», concorda il Corriere della Sera. Colui che «ha rivoluzionato la nostra musica», afferma La Repubblica. Ed è per questo motivo, deplora La Stampa, che «oggi non è solo un cantante a lasciarci, ma scompare un anello essenziale dell’anima musicale italiana».
Cette année 2026, la pièce que la troupe universitaire italophone «I Chiassosi» joue en mars sur la scène de La Fabrique est ORLI, d’après Tino Caspanello. La pièce propose «l’histoire de nos prétendues vérités, […] d’une société incapable d’exister sans les sentiments, où la défense de l’être humain doit passer par les raisons du cœur, avant toute autre loi, et n’accepter ainsi ni compromis ni injonctions» (présentation de la pièce dans le cadre du festival UniverScènes). «Cinq femmes regardent la mer, elles attendent que quelqu’un arrive, qu’une décision soit prise. Dans l’attente, elles tuent le temps en discutant et en jouant. Et dans cette attente naissent des liens, des pactes que nous ne sommes pas toujours prêt·es à sceller avec celles et ceux qui ne sont pas comme nous, différent·es en raison de leur culture, de leur couleur, de leur nationalité.» (présentation UniverScènes)
À l’occasion de cet événement, le metteur en scène Jean-Claude Bastos* et les comédiennes et comédiens de la troupe I Chiassosi parlent du spectacle et de ses visées :
*Jean-Claude Bastos débute la scène dans les années 70 avec une approche de textes religieux du Xe siècle (Hroswitha, avec Clara Malraux) et des performances au Musée d’Art Moderne de Paris. Il collabore pendant une dizaine d’années avec le Centre Dramatique de Toulouse comme comédien (La Vie de Galilée de Brecht, LeRévizor de Gogol), comme scénographe (L’Avare de Molière, La Musica de Duras), comme metteur en scène (La Dame assise d’après Copi, Mariana Pineda d’après Lorca). Il fonde sa compagnie en 1986 et il a adapté et traduit des textes de Shakespeare, Calderon, Lorca, mais il est aussi auteur de textes originaux (Le Bout du monde, Le Moment du couple). Il se consacre à des ateliers de pratique artistique (dont ceux de la compagnie universitaire «I Chiassosi», depuis 1992 avec Evelyne Donnarel et depuis 2009 avec Antonella Capra) qui bénéficient de son expertise théâtrale.
Fine febbraio 2026: la cerimonia di chiusura dei XXV Giochi Olimpici Invernali ha avuto inizio presso l’Arena di Verona. Come di tradizione, l’evento ha incluso la sfilata degli atleti, lo spegnimento della fiamma olimpica e la consegna della bandiera olimpica agli organizzatori dei Giochi Olimpici Invernali del 2030 in Francia. Dopo le solite corse i soliti salti e altre olimpiche esultazioni dei corpi, la festa d’epilogo con le luci e le immagini destinate a rimanere sulle retine delle spettatrici e degli spettatori, presenti o lontani, per grazia delle tecnologie telematiche: tutte e tutti tesi al divertimento dopo aver contemplato dal fondo del divano le fatiche sportive. «Italia: 30 e lode», sfoggia come titolo Il Messaggero, che con altri giornali celebra un evento perfettamente riuscito per l’Italia, sia dal punto di vista sportivo che organizzativo.
Au Centre de Ressources des Langues, du mardi 24 mars 2026 au jeudi 26 mars 2026 de 13h à 14h Toulouse – Campus du Mirail Centre de Ressources des Langues
Poésie en 10 langues et en musique – Scène ouverte à tous·tes Le Printemps des poètes est de retour au CRL
Du mardi 24 mars au jeudi 26 mars, scène ouverte de 13h00 à14h00 : lectures de poèmes, parfois en musique. Et bonus : jeudi 26, le DTIM propose une interprétation en Langue des signes (LSF)
Mardi 24 mars : Arabe et scène ouverte
Mercredi 25 mars : Mondes ibériques et ibéro-américains : Espagnol, Asturien, Galicien, Catalan, Basque, Portugais, et scène ouverte
Jeudi 26 mars : Latin, Anglais, Français, Grec moderne, et scène ouverte
Ma la cucina italiana non deve « congelarsi » nella tradizione…
«Oggi l’Unesco ha riconosciuto la cucina italiana come patrimonio dell’umanità, siamo i primi al mondo ad ottenere questo riconoscimento. La nostra cucina ha un patrimonio millenario che si tramanda di generazione in generazione e si trasforma in un capolavoro grazie ai nostri cuochi. Questo riconoscimento ci offre uno strumento formidabile per valorizzare ancora di più i nostri prodotti e proteggerli dalle imitazioni e dalla concorrenza sleale. Abbiamo vinto questa sfida con l’aiuto di tutto il popolo italiano, oggi festeggiamo una vittoria del nostro Paese. Una nazione straordinaria che, quando crede in se stessa, non ha rivali e può sorprendere il mondo. Viva la cucina italiana, viva l’Italia !»
Il ciclo Estate del cinema italiano torna al cinema Caumartin (101 Rue Saint-Lazare – 75009 Parigi) dal 23 luglio al 19 agosto 2025, con una selezione di una ventina di film, tra grandi classici e pellicole più recenti.
La cantante italiana dalla voce potente presenta sui palchi francesi Onde, il suo secondo album solista.
Della sua adolescenza punk-rock trascorsa in Puglia, il tacco dello Stivale italiano, Maria Mazzotta ha sicuramente conservato qualche traccia, l’energia e la rabbia portate dalla sua voce roca e spezzata, i riflessi blu e viola nei suoi capelli neri come la pece mediterranea. Ciò sembrò meno ovvio per la sua carriera musicale, dedicata, per due decenni, a perpetuare e rinnovare la tradizione della pizzica, una variante regionale della tarantella. Dunque, associato al tarantismo, un rito terapeutico e catartico volto a curare i morsi di un ragno – presumibilmente la tarantola – attraverso la danza e un ritmo frenetico (in tempo 6/8). Questa pratica, come la creatura stessa, ha la stessa etimologia della città pugliese di Taranto, dove il fenomeno fu osservato per la prima volta. Prima di trasformarsi in un bastione d’acciaio e di diventare la città più inquinata d’Europa, con un bilancio sanitario catastrofico.
Il governo di Giorgia Meloni ha deciso di rivedere i criteri che consentono ai discendenti degli immigrati residenti in particolare in Sud America di acquisire la cittadinanza italiana. Una riforma imposta “alla Trump”, con un decreto legge che entrerà in vigore immediatamente, secondo la stampa.
Fino alla scorsa settimana, chiunque avesse un lontano antenato nato in Italia dopo il 1861, data della proclamazione del Regno d’Italia, poteva richiedere la cittadinanza. Dal 4 aprile non è più così, spiega il quotidiano Corriere della Sera. D’ora in poi, “potrà diventare italiano solo chi ha almeno un genitore o un nonno nato in Italia e cittadino italiano alla nascita”. In altre parole, non sarà più possibile rivendicare una parentela oltre la seconda generazione.
Cela se passe à Paris, un peu loin évidemment, mais il n’en reste pas moins que le programme (autrices, auteurs, livres) est intéressant pour avoir une idée de ce qui entre en France de culture italienne !