Festival de théâtre universitaire : «I Chiassosi» à La Fabrique

Cette année 2026, la pièce que la troupe universitaire italophone «I Chiassosi» joue en mars sur la scène de La Fabrique est ORLI, d’après Tino Caspanello. La pièce propose «l’histoire de nos prétendues vérités, […] d’une société incapable d’exister sans les sentiments, où la défense de l’être humain doit passer par les raisons du cœur, avant toute autre loi, et n’accepter ainsi ni compromis ni injonctions» (présentation de la pièce dans le cadre du festival UniverScènes). «Cinq femmes regardent la mer, elles attendent que quelqu’un arrive, qu’une décision soit prise. Dans l’attente, elles tuent le temps en discutant et en jouant. Et dans cette attente naissent des liens, des pactes que nous ne sommes pas toujours prêt·es à sceller avec celles et ceux qui ne sont pas comme nous, différent·es en raison de leur culture, de leur couleur, de leur nationalité.» (présentation UniverScènes)

À l’occasion de cet événement, le metteur en scène Jean-Claude Bastos* et les comédiennes et comédiens de la troupe I Chiassosi parlent du spectacle et de ses visées :

https://www.instagram.com/festivaluniverscenes/reel/DUiRomWDMHc/

*Jean-Claude Bastos débute la scène dans les années 70 avec une approche de textes religieux du Xe siècle (Hroswitha, avec Clara Malraux) et des performances au Musée d’Art Moderne de Paris. Il collabore pendant une dizaine d’années avec le Centre Dramatique de Toulouse comme comédien (La Vie de Galilée de Brecht, Le Révizor de Gogol), comme scénographe (L’Avare de Molière, La Musica de Duras), comme metteur en scène (La Dame assise d’après Copi, Mariana Pineda d’après Lorca). Il fonde sa compagnie en 1986 et il a adapté et traduit des textes de Shakespeare, Calderon, Lorca, mais il est aussi auteur de textes originaux (Le Bout du monde, Le Moment du couple). Il se consacre à des ateliers de pratique artistique (dont ceux de la compagnie universitaire «I Chiassosi», depuis 1992 avec Evelyne Donnarel et depuis 2009 avec Antonella Capra) qui bénéficient de son expertise théâtrale.

«Je t’aime / Moi non plus» : Francia e Italia si parlano in cagnesco

Fine febbraio 2026: la cerimonia di chiusura dei XXV Giochi Olimpici Invernali ha avuto inizio presso l’Arena di Verona. Come di tradizione, l’evento ha incluso la sfilata degli atleti, lo spegnimento della fiamma olimpica e la consegna della bandiera olimpica agli organizzatori dei Giochi Olimpici Invernali del 2030 in Francia. Dopo le solite corse i soliti salti e altre olimpiche esultazioni dei corpi, la festa d’epilogo con le luci e le immagini destinate a rimanere sulle retine delle spettatrici e degli spettatori, presenti o lontani, per grazia delle tecnologie telematiche: tutte e tutti tesi al divertimento dopo aver contemplato dal fondo del divano le fatiche sportive. «Italia: 30 e lode», sfoggia come titolo Il Messaggero, che con altri giornali celebra un evento perfettamente riuscito per l’Italia, sia dal punto di vista sportivo che organizzativo.

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Le festival du Printemps des poètes 2026

Du 9 au 31 mars 2026

«La pensée, le graphite, le clavier sont, en eux-mêmes, un fil poétique. Celui qui se déroule, chaque jour, sur la page : intérieure, en cellulose ou virtuelle. Certes, il faut, pour commencer, gratter pour enlever la première couche, le faux blanc ; pour certains, les idées formatées, pour d’autres, la peur et pour beaucoup parmi nous, les deux. Et le fil se déroule, libre. Cette liberté est, c’est une chose bien connue, le propulseur de la vie. Elle en est le cœur battant. En son absence, la vie se fige, elle se brise. Puisque c’est bien à partir du cœur que gèle l’être humain avant sa désagrégation.»

Il s’agit de dérouler donc ce fil libre contre les fabricants d’ombres qui nous enseignent l’emmurement, l’évulsion et le bourdonnement des machines programmées à tourner à plein régime dans l’espace sans fin de la douleur. Contre la langue de bois qui paralyse et l’interdiction de s’exprimer et d’exprimer. Contre les amnésies collectives, les injustices que certains ne veulent pas voir et l’histoire retaillée, contre la désolidarisation.

(Les textes sont repris du site officiel du Printemps des Poètes) https://www.printempsdespoetes.com/Edition-2026

Siamo i primi al mondo : la cucina italiana plebiscitata all’UNESCO (dicembre 2025)

Ma la cucina italiana non deve « congelarsi » nella tradizione…

«Oggi l’Unesco ha riconosciuto la cucina italiana come patrimonio dell’umanità, siamo i primi al mondo ad ottenere questo riconoscimento. La nostra cucina ha un patrimonio millenario che si tramanda di generazione in generazione e si trasforma in un capolavoro grazie ai nostri cuochi. Questo riconoscimento ci offre uno strumento formidabile per valorizzare ancora di più i nostri prodotti e proteggerli dalle imitazioni e dalla concorrenza sleale. Abbiamo vinto questa sfida con l’aiuto di tutto il popolo italiano, oggi festeggiamo una vittoria del nostro Paese. Una nazione straordinaria che, quando crede in se stessa, non ha rivali e può sorprendere il mondo. Viva la cucina italiana, viva l’Italia !»

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Le Tarantelle Punk-Rock di Maria Mazzotta

La cantante italiana dalla voce potente presenta sui palchi francesi Onde, il suo secondo album solista.

Della sua adolescenza punk-rock trascorsa in Puglia, il tacco dello Stivale italiano, Maria Mazzotta ha sicuramente conservato qualche traccia, l’energia e la rabbia portate dalla sua voce roca e spezzata, i riflessi blu e viola nei suoi capelli neri come la pece mediterranea. Ciò sembrò meno ovvio per la sua carriera musicale, dedicata, per due decenni, a perpetuare e rinnovare la tradizione della pizzica, una variante regionale della tarantella. Dunque, associato al tarantismo, un rito terapeutico e catartico volto a curare i morsi di un ragno – presumibilmente la tarantola – attraverso la danza e un ritmo frenetico (in tempo 6/8). Questa pratica, come la creatura stessa, ha la stessa etimologia della città pugliese di Taranto, dove il fenomeno fu osservato per la prima volta. Prima di trasformarsi in un bastione d’acciaio e di diventare la città più inquinata d’Europa, con un bilancio sanitario catastrofico.

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Perché sarà sempre più difficile diventare italiani

Il governo di Giorgia Meloni ha deciso di rivedere i criteri che consentono ai discendenti degli immigrati residenti in particolare in Sud America di acquisire la cittadinanza italiana. Una riforma imposta “alla Trump”, con un decreto legge che entrerà in vigore immediatamente, secondo la stampa.

Fino alla scorsa settimana, chiunque avesse un lontano antenato nato in Italia dopo il 1861, data della proclamazione del Regno d’Italia, poteva richiedere la cittadinanza. Dal 4 aprile non è più così, spiega il quotidiano Corriere della Sera. D’ora in poi, “potrà diventare italiano solo chi ha almeno un genitore o un nonno nato in Italia e cittadino italiano alla nascita”. In altre parole, non sarà più possibile rivendicare una parentela oltre la seconda generazione.

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La « democrazia »

Che cosa dice il vocabolario di questo vocabolo ? O si chiede a qualche IA – ormai ce ne sono tante – di fare una sintesi ? con delle sorprese in vista…

Questo vecchio video di un certo Giorgio Gaber ormai dimenticato rimette un po’ di senso sulle interrogazioni riguardo alla democrazia oggi.

Giorgio Gaber, pseudonimo di Giorgio Gaberščik (Milano, 25 gennaio 1939 – Montemagno di Camaiore, 1º gennaio 2003), era un cantautore, drammaturgo, attore, cabarettista, chitarrista e regista teatrale italiano, nel secondo dopoguerra.

Nel mondo qualcosa non quadra… e non è da oggi, né è così (qualcosa non quadra) dal 1996, ma da molto ben prima.

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Festival du cinéma italien à Toulouse : automne 2024

Le festival du Cinéma Italien à Toulouse (cinéma ABC et autres salles), du 29 novembre au 8 décembre 2024, fête cette année ses 20 ans d’existence.

Informations pratiques :

Le lien vers la bande annonce

La programmation complète

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